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L’azienda che vuole diventare una autentica regina della danza del mercato, cioè una vera e propria “dancing queen” di un mondo in crisi di identità, punta alla valorizzazione delle persone e alla conquista di una nuova cultura d’impresa.
Le organizzazioni che inseguono solo l’efficienza, nonostante la volontà dichiarata di essere più creative, ritrovano sul campo persone che la cultura stessa dell’organizzazione ha reso incapaci di generare nuove idee. Alla creatività si preferisce l’iperattività e il senso dell'urgenza, che non sono necessariamente costruttive. Prevalgono così l’impoverimento dell’immaginazione, la ricerca di soluzioni rassicuranti e controllabili, il vissuto di un forte senso di noia, indifferenza e frustrazione. Le persone stesse nella vita organizzativa manifestano distacco, indifferenza e conformismo in quanto perdono il contatto con qualunque segnale provenga dal loro mondo interno, quindi dal mondo esterno, e disimparano il linguaggio delle emozioni.

Cambiare la cultura d’impresa significa suonare in azienda le 7 note dell’abbabusiness. La nostra partitura musicale è l’insieme delle convinzioni, delle percezioni, dei sentimenti di base, dei valori impliciti e di quelli dichiarati delle persone in una organizzazione, che si manifestano in strutture e processi organizzativi visibili.
È una dimensione ampia, profonda e stabile in una organizzazione: diversificare la cultura d’impresa è un processo complesso che passa, secondo il nostro approccio, attraverso un atteggiamento manageriale che permette di far entrare in azienda nuova aria, mette in discussione paradigmi consolidati, permette di arricchire la percezione che i manager stessi hanno del mondo, delle sue opportunità, delle nuove prospettive. La musica dell'abbabusiness può contribuire appunto alla definizione di una cultura d’impresa, più solare e positiva, solo se comunica e conversa con tutte le altre note culturali di genere, nazionalità, profilo professionale, religione ecc.

Ecco allora le sette note, sintesi del contributo che le persone GLBT possono portare al cambiamento della cultura d'impresa:

1. Essere se stessi.
la nuova cultura GLBT, che rifiuta l'ipocrisia, è coerente con un atteggiamento che chiede alle persone in azienda (a tutte) di esprimere se stesse pienamente, gettando la maschera.

2. Essere coraggiosi.
comprenderemo perché il coraggio di essere se stessi serve ad imprese che hanno bisogno di persone coraggiose in un mondo complesso.

3. Essere perseveranti e vitali.
approfondiremo le ragioni di un atteggiamento tipico della cultura GLBT e che si ripercuote in termini utilitaristici sul business dell'impresa.

4. Essere versatili e innovativi.
descriveremo la relazione, emersa nel corso di ricerche scientifiche, tra un ambiente aperto alle diversità e la capacità delle imprese di innovare.

5. Essere esplorativi.
osserveremo il profilo internazionale della cultura GLBT e il suo contributo all'internazionalizzazione delle imprese, uno dei capisaldi in un mercato globalizzato, che amplifica le sfide su campi da gioco difficilmente circoscrivibili.

6. Essere orientati al bello e alla cura del dettaglio.
verificheremo il luogo comune secondo il quale le persone GLBT sono interessate alla dimensione estetica nel loro lavoro, anche quotidiano.

7. Essere “aloha” (ovvero essere protesi al servizio e all'ascolto).
presenteremo l'essenza del cosiddetto spirito “aloha” della cultura GLBT, nelle sue diverse applicazioni aziendali, inclusa la dimensione di impegno etico dell'azienda per il miglioramento sociale.

La cornice che tiene insieme le note dell’abbabusiness è la capacità dell’impresa di vivere nel presente e di saper leggere il futuro. Il modello dell’one-best-way nella cultura d’impresa è tramontato. Non c’è un solo modo perfetto di ottenere i risultati, di fare i manager, di essere leader, di comunicare, di negoziare. Tutti devono scoprire il proprio ritmo musicale, quello che hanno nel sangue. Tutti devono potersi esprimere nel loro personale lato b, facendo girare il lato del disco all'azienda. Evviva, allora, l’elogio della pluralità: ciascun individuo raggiunge gli obiettivi mettendo in campo le proprie risorse. E queste sono tutte diverse. Emergono così nuovi valori in azienda: la soggettività, l’emotività, la qualità del lavoro e della vita. Questo modello più flessibile e creativo poggia non più sul controllo delle persone, ma sulla loro motivazione

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